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Scritto da Administrator   
Venerdì 09 Gennaio 2009 13:59

L'art. 74 del D. Lgs. 81/08 definisce il dispositivo di protezione individuale (DPI) come una qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

I DPI devono essere conformi alle norme di cui al D. Lgs. 4/12/1992 n.475, essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore, essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore, poter essere adattati all'utilizzazione secondo le sue necessità.

L'art. 4 del D. Lgs. 475/92 suddivide i DPI in tre categorie, relativamente alla loro capacità di salvaguardare dai rischi il lavoratore che li indossa:

Alla prima categoria appartengono i DPI, di progettazione semplice, destinati a salvaguardare la persona da rischi di danni fisici di lieve entità. Rientrano esclusivamente in questa categoria i DPI che hanno la funzione di salvaguardare da:

  • azioni lesive con effetti superficiali prodotte da strumenti meccanici;
  • azioni lesive di lieve entità e facilmente reversibili causate da prodotti per la pulizia;
  • rischi derivanti dal contatto o da urto con oggetti caldi, che non abbiano una temperatura superiore ai 50° C;
  • ordinari fenomeni atmosferici nel corso di attività professionale;
  • urti lievi e vibrazioni che non provochino lesioni a caratteri permanenti ad organi vitali;
  • azione lesiva dei raggi solari.

Appartengono alla terza categoria i DPI di progettazione complessa, destinati a proteggere i lavoratori dal rischio di morte e di lesioni gravi o di carattere permanente, e per i quali il lavoratore che indossa il DPI non avrebbe la possibilità di accorgersi tempestivamente del loro verificarsi (Obbligo di formazione ed addestramento). Rientrano esclusivamente nella terza categoria:

  • gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici;
  • gli apparecchi di protezione isolanti;
  • i DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti;
  • i DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non inferiore a 100° C, con o senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione;
  • i DPI per attività in ambienti con condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non superiore a -50° C;
  • i DPI destinati a salvaguardare dalle cadute dall'alto;
  • i DPI destinati a salvaguardare dai rischi connessi ad attività che espongano a tensioni elettriche pericolose o utilizzati come isolanti per alte tensioni elettriche.


Appartengono alla seconda categoria tutti quei DPI che non rientrano nelle altre due.

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Gennaio 2009 21:08