Informazioni sui rischi
Informazione del RLS
Secondo quanto disposto dall'art. 50 comma 1, in merito all'informazione, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS):
lett: e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, all'organizzazione ed agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
lett: f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza.
 
Informazione del RSPP
Tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro c'è quello della designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) il quale deve provvedere a proporre al datore di lavoro programmi di informazione e formazione (vedi elenco più oltre riportato) e a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all'art 36.

Il RSPP in qualità di lavoratore deve comunque essere adeguatamente informato dal datore di lavoro, ai sensi dell'art. 36:
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Informazione Legata a Rischi Specifici di determinate Fasi di Lavoro e/o Attività
In merito ai rischi specifici di determinate fasi di lavoro nel D. Lgs. 81/08, troviamo:
Al Titolo VI - Movimentazione Manuale dei Carichi (già Titolo V del D. Lgs. 626/94);
Al Titolo VII - Attrezzature munite di Videoterminali (già Titolo VI del D. Lgs. 626/94);

Al Titolo VIII - Agenti Fisici:
Capo II - Protezione dei Lavoratori contro i Rischi di Esposizione al Rumore durante al Lavoro (già D. Lgs. 277/91 poi Titolo V bis del D. Lgs. 626/94);
Capo III - Protezione dei Lavoratori dai Rischi di Esposizione a Vibrazioni (già D. Lgs. 187/05);
Capo IV - Protezione dei Lavoratori dai Rischi di Esposizione a Campi Elettromagnetici (già Titolo V ter D. Lgs. 626/94);
Capo V - Protezione dei Lavoratori dai Rischi di Esposizione a Radiazioni Ottiche artificiali;

Al Titolo IX:
Capo I - Protezione da Agenti Chimici (già Titolo VII bis del D. Lgs. 626/94);
Capo II - Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni (già Titolo VII del D. Lgs. 626/94);
Capo III - Protezione Dai Rischi Connessi all'esposizione all'Amianto (già D. Lgs. 277/91 poi Titolo VI bis del D. Lgs. 626/94);

Al Titolo X - Esposizione ad agenti biologici (già Titolo VIII del D. Lgs. 626/94);
Al Titolo XI - Protezione da Atmosfere Esplosive (già Titolo VIII bis del D. Lgs. 626/94);
Allegato XXXVIII - Sostanze Pericolose - Valori Limite di Esposizione Professionale - Piombo;
Allegato XXXIX - Sostanze Pericolose - Valori Limite Biologici Obbligatori e Procedure di Sorveglianza Sanitaria - Piombo e suoi Composti Ionici.

Per ognuno dei suddetti rischi specifici, gli obblighi dei datori di lavoro, sono quelli indicati nel paragrafo "Gli Obblighi del Datore di Lavoro".
 
Gli Obblighi del Datore di Lavoro
Il Testo Unico sulla Sicurezza - D. Lgs. 81/08 - all'art. 36 stabilisce che il datore di lavoro debba provvedere affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:
  • sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;
  • sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro;
  • sui nominativi dei lavoratori incaricati del primo soccorso e della prevenzione incendi;
  • sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente.
  • sui rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;
  • sui pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;
  • sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.

Ancora il datore di lavoro deve fare in modo che ciascun lavoratore riceva adeguate informazioni su:
  • i rischi specifici a cui è esposto a causa della sua attività e le misure preventive (compreso l'uso corretto dei DPI) che egli deve mettere in atto per tutelare il suo stato di salute;
  • diritti e doveri che gli competono;
  • necessità e obiettivi della sorveglianza sanitaria in azienda, prima dell'esecuzione della visita medica;
  • esami eseguiti (in copia) con semplice spiegazione degli esiti;
  • effetti a lungo termine di certe esposizioni professionali e necessità di sottoporsi a controlli sanitari anche dopo la cessazione dell'attività lavorativa e dell'esposizione;
  • eventuali malattie contratte in occasione del lavoro.

Da sottolineare nel nuovo disposto legislativo l'accento posto nei riguardi del contenuto della informazione che deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze, in special modo nel caso in cui l'informazione riguardi lavoratori immigrati, essa deve avvenire previa verifica della comprensione linguistica.
 
Il Ruolo Strategico
E' importante sottolineare che l'informazione ha l'obbligo di costituire un'azione costante e non deve ridursi a momenti sporadici ed occasionali di discutibile incisività.
L'obbligo della adeguatezza dell'informazione, infatti, verrà messo in confronto con la fruibilità, la comprensibilità e la qualità dei messaggi effettivamente diffusi.
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I Soggetti Destinatari

L'art. 36 del D. Lgs. 81/08 stabilisce che il datore di lavoro provveda affinchè "ciascun lavoratore" riceva adeguata informazione in materia di sicurezza.

I soggetti destinatari dell'informazione sono individuati all'art. 2 del medesimo decreto, riportante al comma 1, lett. a) la definizione di "lavoratore":
persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

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Riferimenti Legislativi

 

Tabella riferimenti legislativi

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Definizione
Il D. Lgs. 81/08 riporta alla Sezione IV del Titolo I fondamentale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ovvero la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, come condizione indispensabile per la realizzazione della prevenzione soggettiva.
In quest'ottica l'informazione dei lavoratori è ritenuta, insieme alla formazione, punto focale per la prevenzione e la protezione dai rischi negli ambienti di lavoro.
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